Definiti gli schieramenti per la battaglia elettorale per le Provinciali.
Il primo dato, senza dubbio importante, è che dei tre contendenti ben
due appartengono al gentil sesso. E’ la prima volta che le donne si
candidano alla Presidenza e, nella corsa a Palazzo Adorno, sono in
maggioranza rispetto all’unico candidato uomo.
Ben diversa è invece la situazione per i candidati ad occupare uno
scranno a Palazzo dei Celestini: gli uomini prevalgono e di molto.
Per il Collegio di Tricase, che comprende anche i comuni di Andrano
e Tiggiano, i candidati per un posto in Consiglio Provinciale sono
tanti, perché tante sono le liste. Una scelta strategica - quella di avere
tante liste - imposta dai candidati Presidenti, convinti che un maggior
numero di candidati porti più consensi. Una idea non molto “alta”
dell’elettorato, perché ha, al fondo, la convinzione che gli elettori
votino per legami di conoscenza e/o di comparaggio piuttosto che per
un progetto.
In Città si raccolgono già le confidenze e le difficoltà: “Siamo stati
contattati da più candidati; sono tutti amici e tutti bravi. Per non
scontentare nessuno abbiamo deciso che io voto Tizio e che mia moglie
voterà Caio”. I più fortunati sono quelli che hanno anche una
prole: riusciranno, così, ad accontentare anche altri!
L’abbondanza di candidati non è di per sé di ostacolo alla possibilità
di avere un tricasino (o due tricasini) come consiglieri provinciali,
perché la stessa situazione di sovrabbondanza si verifica in tutti i
Collegi.
Il problema per la nostra Città è piuttosto che le preferenze possono
distribuirsi tra i tanti candidati, senza che uno o qualcuno consegua
una percentuale di suffragi tali da occupare i primi posti della lista e
quindi poter accedere al Consiglio provinciale. Ma questa è conseguenza
della mancanza di leadership che Tricase registra sia a destra
che a sinistra ed ora anche a centro, con lo spostamento di Giuseppe
Longo nella lista di Fitto.
Il PD perde “pezzi importanti”: Pasquale Santoro, socio fondatore, si
candida per “Sinistra per il Salento” e Maria Assunta Panico, eletta in
una lista organica al PD, si candida per una lista di centro destra.
Apprezzabile il monito del Sindaco Musarò ai suoi assessori: non vi
candidate! Non tutti però hanno obbedito. Si trattava di una indicazione
o di una intimazione (lo sapremo presto) fondata su una elementare
e forse banale considerazione: se uno deve fare il consigliere
comunale oppure l’assessore o peggio il sindaco come può trovare il
tempo per fare anche il consigliere o l’assessore provinciale?
Ma l’indicazione è interessante (e perciò isolata) soprattutto eticamente:
in un sistema democratico che è veramente tale se vede anche
una distribuzione di responsabilità politico-amministrative, è mai possibile
che una stessa persona debba andare ad occupare più poltrone e
magari senza riuscire a svolgere appieno tute le pubbliche funzioni
quando ci sono tanti altri cittadini che potrebbero essere coinvolti?
Non voglio sognare la democrazia ateniese dove le cariche pubbliche
venivano attribuite e distribuite per sorteggio, ma certamente non mi
voglio arrendere all’idea che una stessa persona debba “sopportare” il
peso di tanti incarichi!
Il primo dato, senza dubbio importante, è che dei tre contendenti ben
due appartengono al gentil sesso. E’ la prima volta che le donne si
candidano alla Presidenza e, nella corsa a Palazzo Adorno, sono in
maggioranza rispetto all’unico candidato uomo.
Ben diversa è invece la situazione per i candidati ad occupare uno
scranno a Palazzo dei Celestini: gli uomini prevalgono e di molto.
Per il Collegio di Tricase, che comprende anche i comuni di Andrano
e Tiggiano, i candidati per un posto in Consiglio Provinciale sono
tanti, perché tante sono le liste. Una scelta strategica - quella di avere
tante liste - imposta dai candidati Presidenti, convinti che un maggior
numero di candidati porti più consensi. Una idea non molto “alta”
dell’elettorato, perché ha, al fondo, la convinzione che gli elettori
votino per legami di conoscenza e/o di comparaggio piuttosto che per
un progetto.
In Città si raccolgono già le confidenze e le difficoltà: “Siamo stati
contattati da più candidati; sono tutti amici e tutti bravi. Per non
scontentare nessuno abbiamo deciso che io voto Tizio e che mia moglie
voterà Caio”. I più fortunati sono quelli che hanno anche una
prole: riusciranno, così, ad accontentare anche altri!
L’abbondanza di candidati non è di per sé di ostacolo alla possibilità
di avere un tricasino (o due tricasini) come consiglieri provinciali,
perché la stessa situazione di sovrabbondanza si verifica in tutti i
Collegi.
Il problema per la nostra Città è piuttosto che le preferenze possono
distribuirsi tra i tanti candidati, senza che uno o qualcuno consegua
una percentuale di suffragi tali da occupare i primi posti della lista e
quindi poter accedere al Consiglio provinciale. Ma questa è conseguenza
della mancanza di leadership che Tricase registra sia a destra
che a sinistra ed ora anche a centro, con lo spostamento di Giuseppe
Longo nella lista di Fitto.
Il PD perde “pezzi importanti”: Pasquale Santoro, socio fondatore, si
candida per “Sinistra per il Salento” e Maria Assunta Panico, eletta in
una lista organica al PD, si candida per una lista di centro destra.
Apprezzabile il monito del Sindaco Musarò ai suoi assessori: non vi
candidate! Non tutti però hanno obbedito. Si trattava di una indicazione
o di una intimazione (lo sapremo presto) fondata su una elementare
e forse banale considerazione: se uno deve fare il consigliere
comunale oppure l’assessore o peggio il sindaco come può trovare il
tempo per fare anche il consigliere o l’assessore provinciale?
Ma l’indicazione è interessante (e perciò isolata) soprattutto eticamente:
in un sistema democratico che è veramente tale se vede anche
una distribuzione di responsabilità politico-amministrative, è mai possibile
che una stessa persona debba andare ad occupare più poltrone e
magari senza riuscire a svolgere appieno tute le pubbliche funzioni
quando ci sono tanti altri cittadini che potrebbero essere coinvolti?
Non voglio sognare la democrazia ateniese dove le cariche pubbliche
venivano attribuite e distribuite per sorteggio, ma certamente non mi
voglio arrendere all’idea che una stessa persona debba “sopportare” il
peso di tanti incarichi!