giovedì 11 giugno 2009

Provinciali 2009: … e a Sinistra la chiamano vittoria

Giovedì 11 Giugno 2009 13:50

Sono trascorsi soltanto cinque anni dalle ultime elezioni provinciali, non certo un’era geologica… Per questo, prima di commentare i risultati dell’attuale tornata elettorale, è doveroso fare un confronto numerico, e quindi oggettivo, sui dati che le forze politiche hanno ottenuto in relazione al recente passato, nel pieno convincimento che il voto dei cittadini è sempre un giudizio sull’operato delle forze politiche, ed in particolare su quelle che hanno l’onore e l’onere di governare.

Ebbene, senza andare troppo indietro nel tempo, poiché, altrimenti, anziché parlare di sconfitta dovremmo parlare di catastrofe elettorale, balza subito agli occhi che, tra il 2004 e il 2009, i partiti politici a sostegno del candidato presidente del centrosinistra perdono quasi 80mila voti, passando dai 244.382 del 2004 ai 166.173 del 2009.
Se c’è da esserne contenti o festeggiare questo è pienamente legittimo, ma ricorda molto l’aria di festa che sul Titanic respiravano coloro che ballavano e si divertivano incuranti dell’affondamento della nave. Certo, probabilmente questo clima di festa surreale nel Pd non riguarda soltanto i quadri dirigenti della Provincia di Lecce, ma anche quelli romani che si dicono entusiasti di un partito che è franato sia rispetto alle politiche dell’anno scorso sia rispetto alle ultime europee. Per non parlare delle amministrative… Qualcuno si è divertito a contare che dal 2004 al 2009 le forze del centrosinistra perdono il 3,3% dei loro elettori all’anno, quasi mille voti al giorno.
Il Pdl, nella provincia di Lecce, come in tutto il Paese, non soltanto tiene ma addirittura si radica, poiché arriva a sconfiggere un vecchio adagio della politica in base al quale un nuovo partito raccoglie percentuali di voti di gran lunga più basse rispetto a quelle della somma dei partiti che lo hanno costituito. È evidente che in provincia di Lecce si è risentito elettoralmente della nascita di un terzo polo che, formato da partiti e personalità cinque anni fa ben strutturati nel centrodestra, ha drenato voti alla coalizione che supporta Antonio Gabellone. Ma non v’è ombra di dubbio che la comune storia dei due elettorati, quello di centrodestra e quello del terzo polo, ci fa ragionevolmente sperare che, da qui a qualche giorno, i maggiori motivi di comunanza emergeranno e saranno in grado di mettere in disparte, magari in un cantuccio, le minori motivazioni, per certi versi trascurabili, di divergenza.


Ugo Lisi

da www.corrieresalentino.it

da www.ilpaesenuovo.it

da www.lecceprima.it

Video da www.salentoweb.tv

da www.iltaccoditalia.info

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