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martedì 21 luglio 2009

Giunta Gabellone: “La prima promessa mancata”. - 21/7/2009




"Nonostante le frasi ad effetto della campagna elettorale che annunciavano il taglio delle spese per evitare sprechi superflui -ricorda Loredana Capone- ecco il Presidente dare invece l´ok ad una squadra che, nei numeri, risulta oltremodo lontana dalle indicazioni che giungono dal governo nazionale, a cui lui stesso e lo stesso Ministro Raffaele Fitto fanno riferimento. Una squadra dove le quote rosa hanno rappresentato un problema da superare anziché un valore aggiunto. Aveva assicurato -ricorda la Capone- un numero anche superiore rispetto quello previsto dallo Statuto. Bugia! Con difficoltà è stata garantita la presenza delle donne, nonostante, ne sono convinta, ci siano tante donne nel centrodestra competenti. Perché non osare di più quindi?"

"Avrebbe potuto fare economia, risparmiando in 5 anni quasi 1milione di euro." Continua Loredana Capone: "Mentre sul tavolo del Consiglio dei Ministri, il 15 Luglio scorso, è stato preso in esame il disegno di legge che detta nuove disposizioni riguardo la semplificazione delle autonomie locali, Gabellone - evidenzia la Capone - stretto dalle aspirazioni e rivendicazioni dei partiti della sua coalizione, va oltre.
La questione ha un peso politico non indifferente -sottolinea- perché mettere più di quanto prevede lo stato?
Per una provincia, come la nostra, con più di 700.000 abitanti, spetterebbe una giunta addirittura non superiore a 6.
Perché allora la Provincia di Lecce non vuole essere in sintonia con questa azione del governo Berlusconi, perché puntare ancora su dodici assessori se lo stesso Premier traccia la strada da seguire?
Non bastavano otto assessori? -chiede Loredana Capone- L´accorpamento delle deleghe poteva garantire più efficienza ed efficacia, oltre che una sostanziale riduzione dei costi.
I numeri parlano chiaro secondo il decreto del Ministero dell´Interno n.119 del 4 Aprile 2000. Mentre una giunta ad 8 peserebbe al mese circa 38.263,29 euro, quella a dodici 54.054. In 5 anni di mandato, Gabellone si prepara a spendere 3.243.263,4 euro quando invece con una giunta a 8 avrebbe sostenuto una spesa di 2.295.797,4, potendo risparmiare la bellezza di 947.472 euro. Risorse che potevano essere utilizzate in settori nevralgici e centrali per lo sviluppo del territorio come il turismo, infrastrutture, trasporti. Altro che immobilismo della passata amministrazione. Auguro al neonato governo Gabellone buon lavoro, anche se avrà molto da recuperare per i ritardi maturati fin qui per la totale inattività politica di una giunta nata tra le difficoltà."

“Le donne per il centrodestra sono solo un problema di quote rosa?“

Lecce (salento) - "Questo sembra emergere dal dibattito all’interno della nuova maggioranza di palazzo dei Celestini", afferma Paola Martino coordinatrice del Forum provinciale delle donne del Partito Democratico.

“La Provincia di Lecce di Antonio Gabellone ha ereditato dalla precedente amministrazione di centrosinistra, uno Statuto che prevede la seguente dicitura all’art. 2, comme 2: “Ai fini delle Pari Opportunità tra uomo e donna dovrà essere assicurata la presenza di entrambi i sessi nella Giunta e negli Organi Collegiali della Provincia nonché negli Enti, Aziende, Agenzie ed Istituzioni da essa dipendenti. A tal fine nelle nomine nessuno dei due sessi può essere di norma rappresentato in misura superiore a ¾ quando i componenti da nominare superano le tre unità.

Una norma antidiscriminatoria frutto della ferma posizione delle donne del centrosinistra che ora le donne del centrodestra si trovano in eredità”. “Ci auguriamo che le donne della nuova coalizione ne sappiamo fare buon uso e che coloro che saranno “nominate” assessore nella nuova Giunta dimostrino che una politica delle donne è possibile anche da destra” continua Paola Martino.

“Così come ci auguriamo che la scelta cada su donne competenti e che non sia solo una scelta di immagine per non violare l’obbligo statutario”. D’altronde le donne professioniste e competenti ci sono anche tra le fila del centrodestra; anche se l’assenza di donne elette nella maggioranza non facilita il compito e nello stesso tempo denota come vi siano ancora molti passi da fare per raggiungere la parità sostanziale”.

venerdì 3 luglio 2009

Losappio: "ATO LE 3 non riesce a trasferire i rifiuti in discarica"


Il protocollo affidava all’ATO LE 3 la responsabilità di gestire il trasporto dei rifiuti attraverso una stazione di trasferenza e di compattamento da tutti concordemente indicata nell’attuale discarica di Burgesi

L’assessore all’Ecologia, Michele Losappio, comunica che “a distanza di tre giorno dall’ordinanza del presidente Vendola, l’ATO LE 3 non riesce ancora a trasferire i suoi rifiuti a Conversano, determinando così una grave situazione di emergenza nel proprio territorio. Il protocollo firmato in Prefettura lo scorso 26 giugno e recepito con l’ordinanza di Vendola del 29, affidava all’ATO LE 3 la responsabilità di gestire il trasporto dei rifiuti attraverso una stazione di trasferenza e di compattamento da tutti concordemente indicata nell’attuale discarica di Burgesi . La società che gestisce la discarica ha invece chiuso l’accesso all’impianto, motivando la chiusura con i debiti accumulati nel corso degli anni nei suoi confronti dai comuni salentini. Ha inoltre indicato un costo per il compattamento dei rifiuti, tema di esclusiva competenza dell’ATO sia per le disposizioni di legge che per quanto indicato dall’ordinanza. L’ATO LE 3 non stata finora in grado di risolvere questi problemi, determinando l’accumulo dei rifiuti nei comuni, mentre – al contrario – gli scarti dell’ATO LE 2 stanno affluendo a Conversano. La Regione ricorda che è esclusiva competenza dell’Amministrazione provinciale – in base alla legge regionale 17/07 – il potere di ordinanza, adeguatamente motivata, per autorizzare eventuali altre stazioni di compattamento e trasferenza ed evitare nuovi pregiudizi. La Regione confida sulla capacità e sulla lungimiranza della Provincia di Lecce, dichiarando fin d’ora la propria disponibilità alla più proficua collaborazione, così come è stato fatto nei giorni scorsi”.

Lisi su crisi Adelchi:"Nuova spinta per lo sviluppo delle imprese"

Lecce (Salento) – L’Onorevole Ugo Lisi, esprime soddisfazione per l’obiettivo raggiunto di portare la serenità nelle famiglie dei 578 lavoratori del Gruppo Adelchi, esprimendo anche gratitudine al Governo italiano che “ha fatto appello a tutte le risorse di doverosa sensibilità istituzionale per risolvere una situazione che, qualche giorno fa, sembrava molto complessa”.

Nella riunione svoltasi presso la Sala Solidarietà sociale del Ministero del Welfare, alla presenza del sottoscritto, del Presidente Gabellone, delle rappresentanze sindacali e aziendali e del Presidente del Gruppo Adelchi, il Sottosegretario Viespoli e il Direttore Generale, dott. Mastropietro, hanno individuato gli strumenti che consentiranno di evitare soluzioni traumatiche dal punto di vista occupazionale e straordinarie – e quindi più labili – dal punto di vista economico.

Sulla base delle schede tecniche pervenute dalla Prefettura di Lecce, grazie al lavoro di cucitura svolto da Sua Eccellenza il Prefetto, i lavoratori della CRC, della Nuova Adelchi e della GSC PLAST usufruiranno sia della CIGS per crisi conseguente ad evento improvviso ed imprevisto e, per coloro che hanno superato già i 36 mesi di cassa integrazione, dell’ammortizzatore sociale in deroga.

“Si ottiene, così – dichiara Lisi - al tempo stesso, un’iniezione di serenità per le famiglie dei lavoratori e un’occasione di spinta e sviluppo per le imprese. Il tutto in un clima di grande concertazione e collaborazione al quale non ha preso parte la Regione Puglia, probabilmente, per le vicende di carattere politico che la attanagliano. Nel frattempo si è avuta la grande presa di posizione da parte dell’azienda che sta spingendo sull’acceleratore del rilancio attraverso nuovi marchi e brevetti, la riqualificazione professionale delle maestranze e la scommessa di raggiungere nuovi target più elevati”.

“Personalmente – conclude - crediamo di aver svolto il nostro ruolo di figure istituzionali-ponte, tra le problematiche del territorio e le sedi governative di riferimento; ma tutto ciò, senza la sensibilità e tempestività dimostrata dal Governo, non si sarebbe mai potuto realizzare.

Crisi “Adelchi”: soluzione positiva dal vertice romano - da www.ilpaesenuovo.it

Lecce (Salento) - Si è chiuso positivamente, il vertice sull’emergenza-occupazionale dell’Adelchi, tenutosi nel pomeriggio al Ministero del Lavoro.

Dal Governo Berlusconi (rappresentato dal Sottosegretario Viespoli) è arrivata la disponibilità a venire incontro alle esigenze dei lavoratori, anche con provvedimenti di tutela del tutto straordinari.

Si è infatti provveduto all’applicazione di una procedura prevista solo nei casi in cui la crisi aziendale è riconducibile a eventi improvvisi e imprevisti: una cassa integrazione straordinaria di 12 mesi e che prosegue l’intervento della precedente cassa integrazione ordinaria, senza interruzioni tra l’una e l’altra, con la garanzia dell’erogazione del sussidio ad ogni lavoratore in tempi molto rapidi.

La delegazione della Provincia di Lecce era rappresentata dal suo Presidente Antonio Gabellone e dal Dirigente Gianni Refolo. Ad accogliere positivamente le risultanze del vertice c’erano anche l’intera delegazione parlamentare salentina e le organizzazioni sindacali di categoria, che hanno partecipato costruttivamente ai lavori.

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente Gabellone, “per un passaggio-chiave a tutela dei diritti dei lavoratori e della stabilità economica di centinaia di famiglie salentine”.

“Ora - ha aggiunto il Presidente - attendiamo risposte positive anche sull’altro versante, quello del possibile rilancio aziendale del gruppo Adelchi, per cui il Governo si è messo subito a disposizione attraverso il Ministro allo Sviluppo Economico On. Claudio Scajola. Sarà direttamente il responsabile del Dicastero ad avviare un percorso di accertamento delle possibilità di intervento governativo a sostegno della riqualificazione dell’impresa, fatto che contribuirebbe alla completa ripresa del ciclo produttivo, in maniera duratura e stabile”.

Crisi “Adelchi”: conferenza stampa del Presidente della Provincia


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Venerdì, 03 Luglio 2009 - 09:17
È convocata venerdì 3 luglio, alle 11,30, nella Sala Conferenze di Palazzo Adorno a Lecce, la conferenza stampa di Antonio Gabellone.

Durante l’incontro saranno illustrate nel dettaglio le risultanze del vertice romano sulla crisi occupazionale del Gruppo Adelchi.

giovedì 2 luglio 2009

Vendola azzera la giunta regionale. Ora guarda a Io Sud, Casini e Di Pietro

"Non ho bisogno di voti ma di idee - dice - Parlerò con tutti, senza alcun pregiudizio"
Ieri il presidente Nichi Vendola, appena rientrato da un viaggio istituzionale in Canada, ha preso le sue decisioni: sospensione per la manager coinvolta nell'indagine della procura di Bari su Gianpaolo Tarantini ("un'ingiustizia" dice lei, promettendo appello) e tutte le deleghe degli assessori nelle mani del presidente per un maxi rimpasto. Via quindi anche il vice presidente della giunta regionale, Sandro Frisullo, che seppur non formalmente indagato, è rimasto coinvolto nell'inchiesta.

"C'era bisogno di dare un segno di discontinuità - ha spiegato Vendola - dimostrare a tutti che questo non è il governo del sottopotere e della lottizzazione". La decisione di Vendola ha due aspetti: "Uno politico e uno no. Per quanto riguarda il primo c'è la necessità di riconsiderare la natura e i confini dell'alleanza". Il governatore parla di un laboratorio Puglia e guarda a Udc, Italia dei Valori e anche al movimento meridionalista dell'ex ministro di An Adriana Poli Bortone. "Non ho bisogno di voti ma di idee - dice - Parlerò con tutti, senza alcun pregiudizio purché però chi si siede al mio tavolo condivida i tre punti fondanti del nostro governo: interessi sociali, diritti civili e umani".
Sulla vicenda della sanità dice: "Oggi la sanità pugliese è al centro di una serie di inchieste della magistratura barese, indagini che hanno permesso al Tg 1 e al suo direttore di mettere in pratica un giornalismo senza onore: li ho denunciati e li denuncerò. Mi rendo conto però che nonostante gli sforzi giganteschi che abbiamo compiuto, il sistema sanitario si conferma permeabile agli interessi delle lobby, delle corporazioni e anche a spinte corruttive. E purtroppo c'è una trasversabilità a questi interessi che non intendo nascondere. Alla magistratura abbiamo già offerto la massima cooperazione".

Reset di Vendola. Ora governo bis


Nichi Vendola
Vendola azzera la sua giunta di centrosinistra. Una questione morale per via delle inchieste sulla sanità e per allargare la coalizione aprendo un dialogo con i moderati. Ecco le reazioni
Piovono reazioni e commenti al terremoto Vendola, che azzera la sua giunta per un governo bis, più forte e moderato.
"L'azzeramento della giunta regionale deciso dal presidente Vendola equivale di fatto alle sue dimissioni; è l'ammissione del totale fallimento del suo progetto politico di governo della Puglia". A sottolinearlo in una nota congiunta sono i capigruppo regionali del centrodestra, Rocco Palese, mente e anima del Pdl pugliese, che di certo non è uno che le manda a dire.
"Apprezziamo la straordinaria sensibilità del presidente della giunta regionale Vendola ma il nostro partito non si avvarrà di scorciatoie per entrare nella prossima giunta". Questo invece si legge nella nota del gruppo consiliare dell'Udc alla Regione Puglia. "Abbiamo preso un impegno chiaro con gli elettori: restare al centro, in un ambito di politica moderata e equidistante dai due poli. I nostri elettori non capirebbero la scelta di aderire a una giunta Vendola-bis e, anzi, ne resterebbero spiazzati e sgomenti. Attendiamo, invece, le decisioni del partito a livello nazionale, ma nel frattempo l'Unione di Centro pugliese continuerà a operare all'opposizione così come è emerso dalle urne nelle elezioni regionali del 2005".
"L'azzeramento della giunta regionale pugliese è l'effetto di una vicenda giudiziaria, non politica, che dimostra ancora una volta che esiste una questione morale nel governo regionale. Spiace che il Presidente della Regione se ne accorga solo oggi a otto mesi dalla scadenza del suo mandato. Non credo che si possa fare in otto mesi quello che non si è voluto fare in quattro anni". A dichiararlo è Pierfelice Zazzera coordinatore regionale dell'Italia dei Valori Puglia.
"Per anni abbiamo denunciato l'esistenza di un enorme conflitto d'interessi in materia sanitaria legata alla presenza in giunta dell'assessore Alberto Tedesco, ma le nostre denunce solitarie sono rimaste inascoltate. Oggi – prosegue Zazzera – la situazione viene drammaticamente alla luce del sole e rende evidente il fallimento del governo Vendola travolto dalle inchieste giudiziarie, e che azzera la giunta solo per evitare danni peggiori. Ci sono direttori generali di ASL indagati ancora al loro posto e sta emergendo un sistema di corruzione nella sanità pugliese trasversale".
"Prendiamo atto della decisione del presidente Vendola di azzerare l'esecutivo e di aprire una nuova fase politica allargando la coalizione a UDC e IDV. Ma IdV ribadisce di non essere interessata alle poltrone. Ringraziamo il Presidente per l'attenzione tardiva, ma – conclude Zazzera - vogliamo confrontarci sui contenuti: la gestione sanitaria, i vertici delle ASL chiacchierati da azzerare, la gestione pubblica dell'acqua, i fondi e le risorse destinati alla formazione professionale e, infine, la gestione del ciclo dei rifiuti. Su questi temi i pugliesi si aspettavano la discontinuità, su questi temi vogliamo incalzare il Presidente".
Il segretario regionale del Partito Democratico Michele Emiliano così si esprime: "Il presidente della Regione Nichi Vendola ha il sostegno pieno del Partito Democratico. La questione morale, che egli in questo modo sta affrontando con la consueta nitidezza e determinazione, è una precondizione della politica e può in questo momento essere persino suggeritrice di una diversa e maggiore coesione della società pugliese intorno ad un progetto di cambiamento al quale si sta lavorando da anni nella nostra regione. Inizia così un cammino nuovo che deve rilanciare anche il ruolo delle forze politiche che, a partire dall'amministrazione comunale di Bari, hanno contribuito a consolidare questo progetto".

Pericolo sottovia, Rotundo chiede discussione urgente in Consiglio

Lecce (Salento) - Per il caso del sottopassaggio di via Leopardi a Lecce, dove giorni fa è morto un uomo a causa di un allagamento avvenuto in sguito alle piogge torrenziali che hanno investito tutto il Salento, alcuni consiglieri comunali hanno fatto richiesta di convocazione per il Consiglio Comunale.
Una tragedia, la morte dell'avvocato De Pace, che si sarebbe potuta evitare se quel sottopasso di viale Leopardi fosse stato messo al sicuro. Altre volte l'acqua aveva raggiunto dei livelli così alti in quel punto della città: mesi fa due giovani rischiarono di affogare con la propria auto e furono salvati in extremis da un agente. Così, dopo la denuncia fatta dai familiari dell'avvocato, Antonio Rotundo, a capo dell'opposizione a Palazzo Carafa, insieme ad altri dieci consiglieri chiede che sia convocato con urgenza un Consiglio Comunale per discutere ed esaminare le misure e i provvedimenti da adottare ai fini della sicurezza di quel tratto stradale.

Azzeramento della Giunta, Rotundo:“Giù le mani da Frisullo”

Lecce (salento) – Sembra ormai certa la non riconferma di Sandro Frisullo alla vicepresidenza, al suo posto potrebbe arrivare Antonio Maniglio, Sergio Blasi oppure Salvatore Capone. Rotundo: “Il salento non accetta penalizzazioni. Il Pd parli chiaro a Vendola.”
(Antonio Rotundo) - “Non c’è dubbio che l’azzeramento della Giunta rientri nelle prerogative di Vendola, ma se non siamo ad una forma di “Governo del Presidente” che annulla il ruolo e le funzioni dei partiti, credo si debba aprire una discussione che non può ridursi a ristretti gruppi dirigenti e non partire dal giudizio del lavoro svolto in questi anni.
Le questioni poste da Vendola, infatti, sulla permeabilità delle ASL agli interessi delle lobby e la necessità dell’allargamento della coalizione ai moderati sono questioni vere, ma proprio per questo non possono essere risolte con il colpo ad effetto dell’azzeramento della Giunta.
Non vorrei che dietro quello che appare un vero e proprio blitz del Presidente prenda corpo una penalizzazione della rappresentanza salentina nel governo della Puglia.
E che ciò possa avvenire senza una discussione chiara e trasparente ed attraverso la scorciatoia di giudizi sommari appare del tutto inaccettabile.
Né possiamo consentire che vengano cancellati con un tratto di penna 4 anni di buon governo e l’impegno generoso e competente di Sandro Frisullo che ha rappresentato un riferimento irrinunciabile per le istanze di sviluppo e di crescita delle popolazioni salentine.
Per queste ragioni credo che sia necessario convocare su questi temi l’Assemblea Provinciale del Partito Democratico.”

Azzeramento della Giunta, Rotundo:“Giù le mani da Frisullo”

Lecce (salento) – Sembra ormai certa la non riconferma di Sandro Frisullo alla vicepresidenza, al suo posto potrebbe arrivare Antonio Maniglio, Sergio Blasi oppure Salvatore Capone. Rotundo: “Il salento non accetta penalizzazioni. Il Pd parli chiaro a Vendola.”
(Antonio Rotundo) - “Non c’è dubbio che l’azzeramento della Giunta rientri nelle prerogative di Vendola, ma se non siamo ad una forma di “Governo del Presidente” che annulla il ruolo e le funzioni dei partiti, credo si debba aprire una discussione che non può ridursi a ristretti gruppi dirigenti e non partire dal giudizio del lavoro svolto in questi anni.
Le questioni poste da Vendola, infatti, sulla permeabilità delle ASL agli interessi delle lobby e la necessità dell’allargamento della coalizione ai moderati sono questioni vere, ma proprio per questo non possono essere risolte con il colpo ad effetto dell’azzeramento della Giunta.
Non vorrei che dietro quello che appare un vero e proprio blitz del Presidente prenda corpo una penalizzazione della rappresentanza salentina nel governo della Puglia.
E che ciò possa avvenire senza una discussione chiara e trasparente ed attraverso la scorciatoia di giudizi sommari appare del tutto inaccettabile.
Né possiamo consentire che vengano cancellati con un tratto di penna 4 anni di buon governo e l’impegno generoso e competente di Sandro Frisullo che ha rappresentato un riferimento irrinunciabile per le istanze di sviluppo e di crescita delle popolazioni salentine.
Per queste ragioni credo che sia necessario convocare su questi temi l’Assemblea Provinciale del Partito Democratico.”

Rifiuti: "Gallipoli è sporca perché non si interviene?"

Lecce (Salento) - “Chiude si la discarica di Burgesi, ma il problema rifiuti persiste e bisogna lavorare ancora per garantire città davvero pulite. Il problema rifiuti non può essere solo argomento di campagna elettorale.”
Interviene così Loredana Capone sulla questione e attacca: “Dopo la censurabile strumentalizzazione politica portata avanti dal centrodestra oggi sembra che laddove l’emergenza, fino a poco tempo fa, veniva sbandierata sia svanita nel nulla. Insieme alla città di Poggiardo, Gallipoli ad esempio resta sporca come lo era settimane fa. I cassonetti sono stracolmi, le strade invase dai rifiuti e il cattivo odore persistente. La situazione è la solita! Anche oggi file di camion sono rimaste ferme fuori dagli impianti di Poggiardo e Ugento, quest’ultimo chiuso fino a tarda mattinata. Questa la realtà con cui i cittadini sono costretti a convivere e che i turisti trovano. Per fortuna il sindaco oggi ci evita le  tristi conferenze stampa  per sollecitare l’intervento della Provincia di Lecce come già fatto quando addossava la responsabilità alla passata amministrazione lanciando una brutta immagine del salento e incidendo negativamente sulla stagione turistica.”
“Ma perché non interviene per garantire un efficiente servizio di raccolta? –chiede la Capone- Eppure Gallipoli rappresenta la perla dello jonio e la sua immagine concorre all’immagine di tutto il salento. Per questo lo invitiamo ad agire quanto prima –suggerisce Loredana Capone- non basta infatti la chiusura di una discarica per annunciare scampato pericolo. Bisogna andare più a fondo e proseguire il percorso intrapreso, mobilitando tutti i sindaci e le Ato ad un ottimale servizio di raccolta dei rifiuti e a diffondere, con le risorse a loro disposizione, la cultura della raccolta differenziata, solo così si può risolvere il problema all’origine e si possono davvero creare i presupposti per un salento pulito.
“Ma a quanto pare per alcuni, chiuse le urne, l’emergenza rifiuti non esiste più. Con la chiusura di Burgesi –ricorda Loredana Capone- viene rispettato un impegno che NOI del centrosinistra, alla Provincia e alla Regione, abbiamo assunto durante il passato vertice in Prefettura, un impegno sancito e il cui rispetto avevamo garantito nonostante le difficoltà che venivano lanciate ogni giorno da parte del centrodestra. L’emergenza di cui, fino a poco tempo fa, il candidato Gabellone e tutto il centrodestra hanno divulgato senza scrupoli durante la campagna elettorale, si è immediatamente volatilizzata e non perché sia accaduto qualcosa d’improvviso e determinante o perché il presidente neoeletto abbia agito in tal senso, ma semplicemente perché i cittadini hanno già votato. Non ci sta quindi Loredana Capone agli annunci del Presidente Gabellone di scampato pericolo e mette i puntini sulle i. “D’altronde –continua- lo abbiamo sostenuto già in campagna elettorale che c’era un “mandante politico” di quella che veniva definita emergenza rifiuti e dei cassonetti ricolmi che apparivano sugli spot a pagamento e nelle conferenza stampa sollecitate in alcune città e in alcuni luoghi di quelle città. Un vero e proprio slogan elettorale che ritraeva una situazione verso il collasso. Mentre si taceva dei capannoni intestati all’Ato lecce2 stracolmi di rifiuti scaricati abusivamente.
“Resta così –conclude Loredana Capone-  l’amaro per il danno all’immagine che è stato fatto al salento dopo tanti sforzi compiuti per valorizzare il territorio e il nostro Salento d’Amare. Evidentemente qualcuno era disponibile a tutto, anche all’assurda strumentalizzazione politica.”

mercoledì 1 luglio 2009

Il gruppo consiliare PD condivide le decisioni del presidente Vendola


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Mercoledì 01 Luglio 2009 16:48
“Puntare a una nuova e più ampia coalizione, come propone il presidente Vendola, è una scelta che condividiamo totalmente. Già nelle recenti amministrative, anche di fronte alle resistenze di una parte della sinistra, il PD della Puglia ha dato vita a un’alleanza per il mezzogiorno – comprendente anche Udc e Io Sud  – che ha vinto a Bari, Brindisi, Foggia e Taranto. E questo spiega la reazione veemente della destra che, ancora occupata a leccarsi le ferite, comprende che l’alleanza per il Mezzogiorno è il futuro della Puglia.
Naturalmente si tratta di definire anzitutto un’idea comune sul futuro della Puglia, collocando la possibile intesa dentro la battaglia per rilanciare il Mezzogiorno.
L’Alleanza per il Mezzogiorno non è uno schema politicista: è la nuova frontiera da coltivare per chi non vuole subire le scelte di un governo egemonizzato dalla Lega, di chi pensa che il disegno federalista deve puntare ad avvicinare, e non a separare, le diverse aree del Paese. E proprio per non lasciare questo progetto politico appeso in aria è giusta la scelta del presidente di mettere mano all’esecutivo e tentare di aprire una nuova fase in modo aperto, senza schemi precostituiti.
Ciò serve, inoltre, a cancellare qualsiasi elemento di ambiguità rispetto alle indagini in corso.
A prescindere da eventuali responsabilità dei singoli, che allo stato attuale non esistono, il presidente della giunta ha inteso spezzare la spirale mediatica che tendeva a collegare tali indagini al governo regionale.
Vendola, che deve dare conto anzitutto ai pugliesi, ha inteso rendere limpido il percorso e mettere l’istituzione al riparo di qualsiasi iniziativa giudiziaria, ponendo fine allo stillicidio di indiscrezioni che giornalmente si sono susseguite in queste settimane. E questo è stato il motivo che ha spinto il collega Frisullo a rimettere il mandato nelle mani del presidente e ciò nonostante lo stesso dott. Marzano abbia detto che il vicepresidente non è indagato.
Un motivo in più per esprimere la solidarietà del gruppo al vicepresidente e per tornare a valorizzare con maggiore determinazione il grande lavoro fatto in questi anni, a sostegno del mondo produttivo, nelle politiche energetiche da fonti rinnovabili, con una serie di riforme che hanno ridisegnato la politica e l’organizzazione industriale della Puglia.
I consiglieri del PD, mentre si apre l’ultima fase della legislatura, continueranno a dare il loro contributo per restare fedeli al patto con gli elettori che ci hanno chiesto di cambiare e rinnovare la Puglia. E questo rimane il nostro unico obiettivo da qui alla primavera del 2010”.

Azzeramento della giunta, Rotundo: “il Salento non accetta penalizzazioni. il PD parli chiaro a Vendola.”


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Mercoledì 01 Luglio 2009 15:27
Non c’è dubbio che l’azzeramento della Giunta rientri nelle prerogative di Vendola, ma se non siamo ad una forma di “Governo del Presidente” che annulla il ruolo e le funzioni dei partiti, credo si debba aprire una discussione che non può ridursi a ristretti gruppi dirigenti e non partire dal giudizio del lavoro svolto in questi anni.

    Le questioni poste da Vendola, infatti, sulla permeabilità delle ASL agli interessi delle lobby e la necessità dell’allargamento della coalizione ai moderati sono questioni vere, ma proprio per questo non possono essere risolte con il colpo ad effetto dell’azzeramento della Giunta.

    Non vorrei che dietro quello che appare un vero e proprio blitz del Presidente prenda corpo una penalizzazione della rappresentanza salentina nel governo della Puglia.

    E che ciò possa avvenire senza una discussione chiara e trasparente ed attraverso la scorciatoia di giudizi sommari appare del tutto inaccettabile.

    Né possiamo consentire che vengano cancellati con un tratto di penna 4 anni di buon governo e l’impegno generoso e competente di Sandro Frisullo che ha rappresentato un riferimento irrinunciabile per le istanze di sviluppo e di crescita delle popolazioni salentine.

    Per queste ragioni credo che sia necessario convocare su questi temi l’Assemblea Provinciale del Partito Democratico.




On. Antonio ROTUNDO

La svolta politica: apertura a Idv, Udc e «Io Sud» DA WWW.LAGAZZETTADELMEZZOGIORNO.IT



di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Tutti a casa. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha chiesto e ottenuto da tutti gli assessori regionali di rimettere il mandato nelle sue mani e «nelle prossime ore» darà vita al nuovo governo regionale, allargandolo a quegli alleati che hanno consentito alle amministrative di «arginare il berlusconismo», Italia dei Valori, Udc e il movimento «Io Sud».

Il totopoltrone - assicura il governatore - non durerà a lungo: quasi certamente la trattativa sulla nuova composizione della giunta, partita nei giorni scorsi tramite colloqui coi leader nazionali di Udc, Idv e Pd, porterà all’uscita di scena del vicepresidente della giunta Sandro Frisullo, che la Procura ha assicurato non risultare indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità ma che è comunque finito nel traticarne mediatico attorno al sexygate di Bari. La sua poltrona verrà probabilmente offerta ad Adriana Poli Bortone, la leader di «Io Sud» che col suo 22% di consensi ha reso difficile la vittoria del Pdl alla Provincia di Lecce. Difficile che l’ex di An accetti, ma non si sa mai. Per l’Udc (da sempre perplessa su Vendola), invece, appare ai più un approdo naturale in giunta quello di Dario Stefàno, il consigliere regionale che ha abbandonato i banchi del Pd per sposare la battaglia meridionale dei centristi. Quindi l’ingresso dei dipietristi, che in Pierfelice Zazzera (il coordinatore regionale) hanno la punta di diamante delle fustigazioni sul mix di affari e politica che hanno invischiato la sanità pugliese, mix che Vendola addita come il primo nemico da combattere nell’ultimo scorcio di legislatura. Quindi il Pd, la cui delegazione (compreso il capo Frisullo) verrebbe azzerata per far posto a nuovi esponenti. Molto probabile che Massimo D’Alema spinga per un ingresso di Enzo Lavarra, l’eurodeputato non rieletto alle ultime europee, mentre l’ala moderata (Minervini) potrebbe «sopravvivere» all’azzeramento.

Il «colpo di teatro» è arrivato al termine del giorno più lungo del governo regionale. Vendola, rientrato dal Canada, ha prima affrontato con gli assessori a lui più vicini, Introna e Fiore, la questione delle inchieste su festini e appalti sanitari che hanno travolto la Regione. Quindi, dopo un lungo e duro confronto con la manager Asl di Bari Cosentino, la seduta di giunta. Un dibattito «molto acceso» sul dato elettorale, con la Puglia che si conferma «laboratorio politico del cambiamento». «La responsabilità di ricostruire un’alleanza forte e di ridiscutere i confini della coalizione - scandisce Vendola - ricade su di me e ho deciso di dimostrare che questo governo è all’altezza della sfida». Insomma, fino alle regionali dell’anno prossimo non deve restare negli occhi dei pugliesi l’immagine di «un governo del sottopotere e delle lottizzazioni, ma un laboratorio di buon governo e di cambiamento». Si rilancia, dunque, onde uscire dal fango che ha cominciato a travolgere le aziende sanitarie e la stessa giunta con un «ricambio rapido», che terrà conto sia del progetto politico (l’allargamento dell’alleanza) sia della questione morale. «La nuova giunta avrà un’ambizione grande: tenere aperta la questione meridionale» lanciata dall’alleanza per il Sud messa in piedi dai democratici coi centristi. Ma la nuova composizione di governo che Vendola ha in mente dovrà anche «consentire alle persone coinvolte di potersi difendere nelle sedi opportune». È accaduto con l’ex assessore Tedesco, dimessosi - ha ricordato Vendola - appena avuta notizia di essere indagato, non è accaduto ora con le notizie che coinvolgevano esponenti di governo seppur non indagati. «Bisogna recuperare lo stile, – ha detto Vendola – soprattutto quando rischia di diventare ancora più acuto il grido di dolore che vede la gente normale schifata della politica».

Le inchieste in corso hanno dato una spinta decisiva alla scelta che Vendola stava maturando in chiave solo politica. Ed è moto probabile che dalla stessa Procura siano arrivate alle orecchie del governatore, già consapevole del «bubbone» che rischiava di esplodere, nuove notizie circa l’evoluzione dei vari filoni d’indagine. Impossibile rinviare ancora la sterzata e, forse, impossibile (come accadde con Tedesco) spegnere sul nascere ogni ombra di dubbio sull’operato della giunta con la sfida delle regionali alle porte. «Fuori tutti» dunque, confermando sia «la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti» sia l’obiettivo di «salvaguardare innanzitutto l’interesse dei pugliesi». Un «segnale di discontinuità» per riaffermare il principio di trasparenza e buon governo, progetto in cui forse il Vendola delle ultime settimane, mano mano che emergevano notizie dalle inchieste, si è sentito più solo.

Ventricelli: “Sui fondi Cipe Fitto deve rivedere le sue scelte”


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Martedì 30 Giugno 2009 13:38

Il consigliere Michele Ventricelli interviene sui Fondi Cipe, sostenendo che “sembrano scomparsi il finanziamento per il nodo ferroviario di Bari e 76 milioni di euro per l’ammodernamento della SS96 Bari – Matera. Il testo: Sembra che il ministro Fitto abbia dimenticato sia Bari che la sua provincia, infatti nella riunione del Consiglio dei Ministri, che avrebbe dovuto assegnare gli attesi stanziamenti per le grandi opere, la Puglia viene nuovamente penalizzata:

mancano non solo le risorse finanziarie per il nodo ferroviario di Bari ma si sottraggono 76.439.000 di euro per il completamento dell’ammodernamento della SS 96, tronco fine variante di Toritto-Modugno ( compreso la variante di Palo del Colle).
Michele Ventricelli spiega: “Questa è una scelta gravissima non solo per la città di Bari ma soprattutto per le aree interne, come il territorio della Murgia, che da anni aspettano il completamento dei lavori di quella statale, tra l’altro un importante collegamento tra la Puglia e la Basilicata.
Tutto ciò aggrava maggiormente la situazione di crisi che già pesa sul distretto del Mobile imbottito che non ha adeguate infrastrutture stradali di collegamento con le altre regioni.
È necessario- ribadisce il consigliere regionale di Sinistra e Libertà- che gli sforzi compiuti dalla Regione Puglia con il suo Presidente e l’assessore regionale ai trasporti non vengano vanificati da tanta miopia politica.
Sia il nodo ferroviario di Bari sia la Strada statale 96 Bari-Matera sono due opere fondamentali che vanno rifinanziate."

Strada statale 275, ottenuti i finanziamenti si passa alla realizzazione. Rifondazione Comunista chiede che ci siano i dovuti controlli


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Martedì 30 Giugno 2009 18:02

Il raddoppio della Strada statale 275 da Maglie a Montesano e la costruzione della nuova superstrada a quattro corsie da Montesano a Santa Maria di Leuca sembrano definitivamente finanziati, ed ora si procederà alla realizzazione dei due progetti (sempre che arrivino soldi veri e non soltanto proclami).

La Regione ha demandato tale realizzazione all’Anas prescrivendo (con delibera di giunta del 19 giugno del 2007) alcuni vincoli i quali tendono a disegnare una “strada parco” che configura un modello di trasporto non invasivo bensì rispettoso della conservazione e fruizione anche estetica del paesaggio.

Più particolareggiatamente, nella delibera di Giunta “si riafferma che la viabilità prevista deve configurarsi come “strada parco” evocata dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Lecce. Pertanto, la progettazione esecutiva dovrà essere accompagnata da un’analisi dei paesaggi attraversati dalla strada, prevedendo misure di mitigazione ambientale e di integrazione alla morfologia dei luoghi e agli elementi paesaggistici che li connotano: in particolare, recupero dei muri a secco e degli antichi accessi alle case rurali attraverso interventi di montaggio e rimontaggio, recupero delle alberature monumentali esistenti lungo il tracciato, misure di compensazione delocalizzabili e gli eventuali manufatti rurali esistenti lungo il percorso, reintegri mediante densificazioni della maglia olivetata o dei boschi a margine della strada.

Ciò richiede di conferire unitarietà al progetto mediante l’osservanza di regole dimensionali e tipologiche che assecondino i caratteri paesaggistici dei luoghi: localizzazione di rotatorie alberate in prossimità di strade esistenti di penetrazione ai centri; contenimento delle areee di sosta in un modulo di 100m x 20m e loro localizzazione in posizioni panoramiche, con previsione di pavimentazione semipermeabile e alberature autoctone.
È opportuno prevedere, infine, connessioni con la pista ciclabile prevista e con la rete interpoderale esistente, segnalandole con apposita cartellonistica, per favorire la percorrenza di itinerari alternativi e quindi una più ampia fruizione dei paesaggi rurali presenti lungo il percorso.”
Rifondazione Comunista vuole evitare che progettisti ed esecutori delle due opere stradali omettano di osservare le prescrizioni della Giunta (che seguivano ad un vasto dibattito e movimento di opinione pubblica), ed a tal fine chiedono al Governo regionale di incaricare un proprio tecnico che vigili sul rispetto della delibera.
Boris Tremolizzo – Segretario della Federazione di Lecce del PRC
Piero Manni – Capogruppo consiliare del PRC alla Regione Puglia

martedì 30 giugno 2009

BURGESI CHIUDE. I RIFIUTI ATO/LE 3 VANNO A CONVERSANO - da www.lecceprima.it


Decisione del commissario regionale per l’emergenza ai rifiuti: dopo le polemiche e le richieste, mantenuti gli accordi sulla discarica ugentina. Gabellone: “Sono state accolte le nostre richieste”
La discarica di Burgesi.
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La discarica di Burgesi.
E alla fine Burgesi chiude: la discarica ugentina della discordia, che tante polemiche e tante preoccupazioni aveva destato nei mesi scorsi, soprattutto nella fase più critica della gestione rifiuti lo scorso gennaio, come previsto dagli accordi raggiunti da tempo in Prefettura, in particolar modo nella riunione del 7 gennaio scorso (che aveva già dato l’indicazione di chiusura della discarica entro il 30 giugno) e come da impegno dell’ente provinciale, smette di accogliere rifiuti.

I tir dell’Ato Lecce 3, dunque, prendono la via per Conversano. Lo ha deciso il commissario delegato per l’emergenza ai rifiuti in Puglia, il Presidente della Regione, Nichi Vendola, venendo incontro alle richieste del territorio e della provincia, espresse anche nell’ultimo incontro istituzionale di fine settimana scorsa.

Esprime soddisfazione per la notizia il neo presidente della provincia di Lecce, Antonio Gabellone, che saluta questa chiusura come una “svolta per il Salento” e che ritorna sulla questione della gestione dei rifiuti: “Il primo impegno, concreto, - spiega Gabellone - è stato mantenuto: l’emergenza-rifiuti del Salento si avvia a conclusione, si chiude un lungo periodo critico per la nostra provincia che poteva condizionare soprattutto la tenuta economica delle nostre attività turistiche, oltre all’immagine complessiva del Salento”.

Questo il primo commento di Gabellone, che giudica positivamente la chiusura dell’impianto di Ugento “Burgesi”, che pone la parola fine alle rivendicazioni di un intero territorio. “Il conferimento dei rifiuti dell’Ato Lecce 3 in una discarica posta al di fuori della nostra provincia, a Conversano, - sostiene Gabellone - era la soluzione da noi proposta, quella sostenuta nelle sedi istituzionali ed in Prefettura, venerdì, durante il primo lungo vertice del mio mandato. E’ motivo di personale soddisfazione –conclude il presidente -, essere riusciti a venire incontro alle legittime richieste della popolazione di Ugento, ma anche aver alleviato la situazione di estrema difficoltà in cui versa l’impianto di Poggiardo, che adesso potrà trasferire nel barese le sue eccedenze di rifiuti non più trattabili in quell’impianto”.

"Un soggetto politico all’altezza del progetto riformista” - da www.ilpaesenuovo.it

Lecce (salento) – “Se vogliamo davvero ripartire, dobbiamo saper vedere cosa è successo in questa tornata elettorale, per trarne tutte le conseguenze sul piano delle alleanze politiche e nel processo di costruzione del PD. Che non abbiamo avuto un successo è superfluo dirlo.”

E’ quanto dichiara in un comunicato Umberto Uccella, componente dell’Assemblea Regionale e Provinciale del Pd e Presidnete STP di Terra d’Otranto che prosegue “Ed il risultato salentino del PD e del centrosinistra –seppur non disprezzabile- è molto lontano dal definire i contorni di uno schieramento maggioritario. Non tragga in inganno la manciata di voti che ci distanzia dalla destra nel ballottaggio alle elezioni provinciali. C’è un astensionismo andato ormai di gran lunga oltre la soglia d’allarme, che ci falcidia in modo consistente. E c’è un risultato nelle amministrazioni comunali che è grave ed è l’effetto delle difficoltà politiche e dei problemi irrisolti nei nostri gruppi dirigenti. Quel dato chiama in causa la nostra capacità di esercitare una funzione politica nell’insieme del governo locale e di uscire, perciò, da una condotta meramente municipalistica nei comuni.

Parlo degli indirizzi di governo e degli interlocutori a cui ci rivolgiamo. E parlo della necessità di costruire un partito vero. Sì, perché oggi, spesso, veniamo percepiti –e non a torto- come un confuso movimento dai tratti, prevalentemente, populistici, demagogici e plebiscitari.

Il programma è decisivo. Soprattutto ora che il Salento non è più un lembo marginale dell’Europa, ma va avvicinandosi sempre di più all’epicentro delle grandi questioni aperte su scala mondiale. Al crocevia tra nord e sud del mondo e tra l’Asia, l’Africa e l’Occidente. Su questo, ha ragione Blasi: il nostro assillo dovrà essere quello di una politica all’altezza di quella collocazione ed il nostro meridionalismo andrà coniugato non come il rivendicazionismo residuale di un movimento locale, ma come una grande occasione italiana ed europea di crescita e di sviluppo sostenibile sul piano ambientale e su quello sociale.

Questa è la sfida. Per l’intero partito. Non la sfida di un gruppo consiliare o, persino, di un singolo consigliere. Ed è su questo terreno avanzatissimo che collocherei il confronto dell’insieme del centrosinistra con l’UDC e con il movimento della senatrice Poli Bortone. Solo così, con un colpo d’ala e con una effettiva convergenza di indirizzi e di obiettivi, il PD potrà guardare oltre la vecchia Unione e mettere in piedi quella nuova alleanza per il Mezzogiorno, di cui – non a caso- si è fatto interprete Massimo D’Alema.

Ma, per questo progetto, non saranno indifferenti i caratteri del soggetto politico che dovrà perseguirlo. Si torna al partito. Il PD non può essere un partito liquido costruito attorno ai sindaci e agli amministratori. Non può essere un partito in cui i gruppi dirigenti coincidono con gli eletti a tutti i livelli e nel quale la supplenza di questi nelle funzioni politiche sia totale. Se, tutto sommato, continuassimo ad essere questo, saremmo in balìa degli umori e dei calcoli del notabile di turno pronto ad ogni avventura. Le vicende recenti ne sono la testimonianza.

Ciò che occorre è ben altro. Serve un partito riformista, radicato nella società e nel territorio. Che non si affidi allo schema logoro della dialettica vecchio/nuovo e che, al contrario, assuma il cambio generazionale nelle classi dirigenti come un processo di affermazione progressiva di donne e uomini dotati di esperienze, capacità e competenze. Prendendo atto, definitivamente, che un rinnovamento di stampo giacobino ha fatto fallimento.”

“Statale 275: il centrodestra ora dia risposte chiare al Salento” - da www.ilpaesenuovo.it

Lecce (Salento) - “Se le risorse economiche ora ci sono allora non si perda ulteriore tempo. Senza l’approvazione definitiva del progetto non possono partire i lavori di un’arteria fondamentale per tutto il salento. Dimostrino con i fatti che i fondi sono stati davvero sbloccati.”

Sollecita così Loredana Capone, portavoce del gruppo di opposizione alla Provincia di Lecce, e incalza: “E’ necessario fare chiarezza sulla questione e dotare, quanto prima, il territorio di una infrastruttura di vitale importanza come la statale 275 Maglie-Santa Maria di Leuca, al centro di una lunga querelle politica. Come già sostenuto durante tutta la campagna elettorale l’attesa è durata fin troppo tempo. Ora bisogna passare ai fatti concreti.”

Preme la Capone. “Lo faccia quindi il centrodestra che ha annunciato, nei giorni scorsi, la disponibilità dei fondi Cipe per il completamento della Maglie-Leuca. I presunti 136 milioni di euro deliberati e sbandierati dal Ministro agli Affari Regionali Raffaele Fitto non servono a nulla se il governo Berlusconi non compie il passo decisivo. Per questo sollecito – insiste Loredana Capone- la velocizzazione delle procedure che portano all’approvazione del progetto della 275 in modo da partire finalmente con gli appalti e l’inizio dei lavori. Ogni ritardo accumulato non fa che creare ulteriore danno per lo sviluppo del territorio e dell’economia salentina. A risentire del disagio sarebbero soprattutto le imprese e tutto il tur ismo della nostra terra. Basta quindi con l’ambiguità: è tempo di fare chiarezza. Il centrodestra ha finora parlato di un progetto che non c’è e di uno stanziamento che lo stesso centrodestra non chiariva dove fosse. Ora dica, con carte alla mano, dove sono i soldi! Nessuna menzione infatti sulla 275 compare sulla delibera del 6 Marzo scorso, né viene ora citato lo stanziamento specifico negli atti emersi dalla riunione del Cipe del 26 Giugno scorso come pubblicati sul sito dello stesso Cipe. L’unica verità è che da mesi si parla di uno stanziamento ancora indefinito e di un progetto non ancora approvato. Restano quindi troppi dubbi ancora da sciogliere! Che mi auguro presto siano risolti. Ma è necessario aprire il cantiere e consegnare al nostro territorio una strada più sicura e nel pieno rispetto dell’ambiente”.

da www.corrieresalentino.it

da www.ilpaesenuovo.it

da www.lecceprima.it

Video da www.salentoweb.tv

da www.iltaccoditalia.info

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