sabato 18 aprile 2009

GABELLONE: “SOGNO UN SALENTO SNELLO ED EFFERVESCENTE” - da lecceprima.it

Lo aspettano in molti, per capire bene quali sono le sue idee per il Salento: Antonio Gabellone, fresco di candidatura per il Pdl, si concede ai taccuini di LeccePrima, toccando tutti gli argomenti della campagna elettorale, dal giudizio sull’amministrazione Pellegrino, al caso Ria, dalle avversarie, Capone e Poli, alla comunicazione e ai giovani. Una chiacchierata di circa mezz’ora, in una segreteria, dove il telefono è rovente di attestati di stima e di un bocca al lupo. Di seguito l’intervista integrale:

Gabellone, innanzitutto, come sta vivendo in queste ore la sua designazione a candidato del Pdl alla Provincia di Lecce?

“Con grandissimo entusiasmo, perché ovunque mi muovo, sto conoscendo tanta gente e sto ricevendo tante telefonate di stima. È come una bottiglia stappata, che ha generato tantissimo entusiasmo. E, quindi, è una forza importante, che mi permette dalle sei di mattina all’una di notte di essere in movimento per quello che mi attende: solo con una grande forza d’animo e grazie ai tanti amici che mi attorniano, si può portare avanti una campagna elettorale, difficile e complessa, come quella per il rinnovo del consiglio provinciale, che, allo stesso tempo, per molti aspetti mi appassiona”.

Un passo indietro: perché il Pdl, secondo lei, ha deciso di fare marcia indietro sulla candidatura di Lorenzo Ria?

“Penso che il Pdl avesse sul campo risorse importanti da spendere: non c’era un problema sul nome, anche perché c’erano diversi consiglieri provinciali o sindaci emergenti, che potevano essere al mio posto oggi. Lorenzo Ria è un amministratore capace, una persona onesta, intelligente, che aveva tante caratteristiche positive. Ha, in questo mese, realizzato anche un passaggio importante dal punto di vista politico. Il tavolo che ha trattato la vicenda è stato quello provinciale prima e regionale poi. E, quindi, lì si sono fatte le scelte, tenendo conto di una serie di fattori: lì è venuto fuori il mio nome e, per quel che mi riguarda, è stato tutto inaspettato (e gli amici lo sanno), non ho sgomitato né spero di aver determinato sconquassi, cosa che, invece, mi sembra successa dall’altra parte: e questo mi dà molta fiducia, rispetto al tipo di campagna elettorale che si può fare, agli accordi e ai rapporti, che si sono instaurati”.

Cosa pensa dell’amministrazione uscente di Giovanni Pellegrino?

“Chi non può dire che Pellegrino sia una persona capace, una persona di spessore? È una persona, che ha molto equilibrio e saggezza: su queste caratteristiche dell’uomo nessuno può obiettare nulla. Pellegrino aveva un punto di debolezza importante, che era quello di una coalizione composita, in molti casi, anche difficile da gestire. Per questo, tutte le scelte dell’amministrazione Pellegrino hanno sofferto di questa particolare composizione della sua maggioranza, subendone, a mio avviso, un ritardo: io credo che almeno i primi due anni e mezzo, un po’ per una predisposizione del presidente Pellegrino che non si era addentrato, come da lui stesso riconosciuto, nei meccanismi di gestione dell’ente, un po’ per la necessità di dover mettere insieme i diversi pezzi della maggioranza, questa amministrazione abbia subito un grosso rallentamento nel proprio operato. Non dimentichiamo che si usciva dall’amministrazione Ria, molto presente sul territorio ed effervescente: ed è evidente che i paragoni sono subito venuti fuori. C’è stata poi una parte finale dell’amministrazione Pellegrino, dove si è riusciti a riprendere il bandolo della matassa, ma, ritengo che su molti problemi non si sia saputo concludere, perché ormai gli interventi erano tardivi. Rimane un’amministrazione che ha mandato in letargo il momento di slancio e di rilancio di questa provincia”

Perché, secondo lei, gli elettori dovrebbero premiare Gabellone e non Loredana Capone?

“Io rappresento una possibile novità di questa campagna elettorale. Loredana Capone è in amministrazione dal 16 maggio del 2000, ossia già da dieci anni, e deve dar conto di quello che ha realizzato. Io sento parlare spesso di forum, di focus, di monitoraggi, di centri, di verifiche… sento parlare molto poco di un’enucleazione, di un elenco delle diverse iniziative (e parlo di iniziative concrete) che la Capone ha realizzato in questi dieci anni. E allora questo potrebbe essere un motivo per spiegare un cambiamento e proporre una nuova strategia; e poi perché presenterò un programma, già realizzato in bozza e che deve avere il contributo di tutte le altre liste che mi sosterranno (anche per questo, per una correttezza nei confronti degli alleati, attendo qualche giorno prima di presentarlo), che sarà molto semplice, schematico, lineare, di facile impatto e comprensione per i salentini”.

Quali i passaggi determinanti di questo programma in bozza?

“Sicuramente un’attenzione forte al territorio, la soluzione definitiva di un problema emergenziale come quello dei rifiuti, che interessa una parte centrale del Salento che si codifica nell’Ato Le/2, un tentativo di coinvolgimento delle risorse migliori di questo territorio, parlo in modo particolare dei giovani, verso i quali, pur ribadendo che il problema non è di semplice soluzione, l’amministrazione dovrà dire con certezza e con chiarezza in termini percentuali cosa del bilancio vorrà destinare. Parlare di progetti e poi vedere nel bilancio cifre disponibili in termini percentuali molto basse, non va bene. L’altro aspetto sarà asciugare la spesa corrente, salita col presidente Pellegrino e che rappresenta un freno importante per quelli che possono essere gli investimenti della provincia; la spesa ha raggiunto un indebitamento altissimo, con rate per mutui che si aggirano intorno agli otto milioni e mezzo, quasi nove, e con il costo degli affitti, per esempio, che la provincia continua a pagare sui beni destinati alle scuole superiori: tutta una serie di questioni, che ci devono vedere impegnati dal primo minuto se l’elettorato ci riconoscerà un consenso. Lecce è una città stupenda, che può crescere, che ha potenzialità enormi e che può raggiungere risultati importanti, con il contributo degli altri centri del territorio”.

Perché l’elettorato dovrebbe non scegliere Adriana Poli Bortone?

“La Poli farà la sua campagna elettorale. Io faccio la mia, che è quella del centrodestra. E ci saranno anche dei gruppi, dei candidati, delle liste, che si caratterizzano per una forte appartenenza alla destra: quindi, quello che si vuole insinuare rispetto alla mia provenienza e rispetto all’eventuale boicottaggio degli ex aennini, come preoccupazione credo non sussista e non abbia fondamento. La Poli dovrà dire con molta chiarezza qual è il suo percorso e chi riterrà di seguirla, è giusto che lo faccia”.

Che credibilità dà ai pochi sondaggi di questi giorni, che darebbero il Pdl in vantaggio e potenzialmente in grado di vincere al primo turno: ci crede o le cifre reali sono altre?

“Io faccio la campagna elettorale porta a porta, poi tireremo le somme. Non intendo né sottovalutare né esaltare l’avversario: noi giochiamo la nostra partita. Se i numeri ci daranno ragione, lo accoglieremo con grande entusiasmo, anche se ritengo la vittoria un risultato a portata di questo Pdl. Ma ci vuole l’impegno di tutti e il credere ad un progetto che parte da Roma, lo scorso 27 marzo, con la costituzione del Pdl, e che deve trasferirsi sul territorio con uno stile forte e chiaro, quello di chi parla di meno e si cimenta di più nel lavoro quotidiano”.

Quanto ritiene importante l’apporto della comunicazione?

“Molto. Dico un’altra cosa: venendo da un centro più piccolo, l’istituzione provincia non è sentita viva come pure dovrebbe essere o com’è sentita a Lecce. Da questo punto di vista, il maggior coinvolgimento della popolazione più lontana da Lecce, può essere sostenuto dalla stessa comunicazione, che aiuta a far comprendere il lavoro e le difficoltà con le quali ci si confronta nel quotidiano. I mezzi di comunicazione sono strategici”.

Un aggettivo per definire la sua idea di Salento.

“Snello, effervescente, che deve fare della propria storia e delle proprie tradizioni, un momento di crescita e di rilancio. È importante non perdere contatto con le nostre origini e radici, proiettandolo in modo tale che nel 2009 possa avere credito e determinare entusiasmo, diventando riferimento per altri posti del mondo”.

da www.corrieresalentino.it

da www.ilpaesenuovo.it

da www.lecceprima.it

Video da www.salentoweb.tv

da www.iltaccoditalia.info

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