venerdì 10 aprile 2009

RIA, NO AL PDL. CANDIDATURA ADESSO A RISCHIO? FORSE - da il lecceprima.it


La pausa pasquale sembra un atto salutare per la politica provinciale, soprattutto sulla sponda del centrodestra, dove la ricerca del candidato per Palazzo dei Celestini sta diventando un autentico caso. In molti ricordano ancora le parole dei rappresentanti del Pdl, che, già da ottobre, avevano chiarito che il proprio nome sarebbe stato trovato entro e non oltre Natale, per evitare gli errori determinanti del 2004, che avevano influenzato la sconfitta. E se nelle ultime settimane, la quadratura del cerchio sembrava convergere sul nome dell’ex Pd ed ex primo inquilino di Palazzo dei Celestini, Lorenzo Ria, oggi anche la sua possibile candidatura assume i contorni del “caso”.

Sì, perché, dopo le polemiche interne anche al centrodestra e all’inequivocabile affermazione di qualche giorno fa della senatrice Adriana Poli Bortone (in campo per il terzo Polo), che ha sostenuto nell’eventualità di un ballottaggio di non appoggiare il Pdl se il suo candidato fosse Ria, “uomo del centrosinistra”, che ha fotografato lo stato d’animo e di insofferenza di molti ex An nei confronti dell’ex presidente provinciale, i vertici del Pdl sembrerebbero aver preteso da Ria un atto formale di adesione al Pdl: prendere la tessera del partito, insomma, per fugare dubbi, incertezze e risultare a tutti gli effetti uomo del centrodestra; non sarebbe bastata, in tal senso, l’adesione al gruppo misto. Ma l’ultimo colpo di scena è stato il rifiuto di Ria di prendere la tessera del Pdl ed ora le strade tra lui e la candidatura potrebbero diventare più impervie: si spiegherebbero in questo modo i continui ritardi su una ufficializzazione della candidatura dello stesso Ria, attesa da diversi giorni, e che, nelle migliori delle ipotesi, se dovesse andare in porto, non si concretizzerà prima di mercoledì prossimo. Ma se la situazione non dovesse sbloccarsi, per il patto Ria-Pdl mercoledì dopo Pasqua potrebbe anche trasformarsi in un “mercoledì delle ceneri”, che porrebbe fine ad un’ipotesi, fino a poco tempo fa data per certa. Qualche dubbio lo starebbe covando anche il deputato di Traviano, che, pur amareggiato dal suo ex partito, sarebbe ancora dubbioso circa un progetto non del tutto chiaro. Qualche segnale di distensione, poi, dopo le feroci accuse dei giorni scorsi dagli ex compagni di partito, era poi arrivato dal suo ex vice, Luigino Sergio, sindaco di Martignano, che aveva rivolto a mezzo stampa un accorato appello a Ria, affinché mettesse da parte il proposito di una candidatura a fianco dei “nemici storici”.

Ma, al di là delle reali motivazioni, che ci siano dietro ai tentennamenti delle parti in causa, le insicurezze dell’elettorato del centrodestra sul nome di Ria, sono espresse da Destra di Base, che, con coraggio, esce allo scoperto e dichiara: “Diamo subito un nome al candidato presidente della provincia del Pdl e cerchiamo di fare presto se non vogliamo rischiare di perdere la Provincia anche questa volta. Siamo consapevoli che la colpa di questa sconcertante situazione non è del ministro Raffele Fitto, ma è principalmente di chi ha gestito negli ultimi mesi con estrema incapacità e senza un minimo di responsabilità la Federazione Provinciale di Alleanza Nazionale, abbandonando a sé stessi i nostri circoli territoriali ed impedendo a chiunque, soprattutto ai nostri dirigenti più capaci di divenire a loro volta autorevole ricambi di una classe dirigente ormai troppo inadeguata e litigiosa. Così, dopo l’ultima devastante spaccatura che ha portato la nascita del movimento politico di Adriana Poli Bortone, il popolo di Alleanza Nazionale, o meglio ciò che ne è rimasto, si ritrova in un Pdl praticamente privo di validi riferimenti identitari in cui tra l’altro si sono recentemente riversati ( e forse non saranno gli ultimi ) importanti nomi del centrosinistra che, oltre a spostare l’asse politico del Pdl sempre più lontano da An, vantano esperienze amministrative di tale prestigio da collocarsi davanti ai nostri migliori rappresentanti gettando nello sconforto dirigenti e militanti non solo di destra ma di tutto il centrodestra. Per carità, siamo felici che i vari Ria, Casilli, Pindinelli, Pepe abbiano capito che il futuro del paese è nel Pdl e si siano finalmente resi conto che abbinare il mondo cattolico alla sinistra italiana è stata un’esperienza a dir poco fallimentare. Ma la felicità per questa loro scelta non deve farci dimenticare i meriti e le capacità di quanti hanno da sempre portato la croce e cantato in nome e per conto del centrodestra salentino proprio contrapponendosi a questi nostri nuovi amici, che occupavano ruoli e incarichi istituzionali di enorme prestigio dall’altra parte della barricata.

Destra di Base ha sempre creduto convintamene nel progetto di formazione del Pdl, e in questo progetto politico ha voluto esserci per continuare a rappresentare e tutelare i militanti i dirigenti e gli elettori di An, che alla nostra associazione fanno riferimento e che si aspettano di vedere applicate anche nella nostra provincia le tesi, da tutti più volte citate durante i lavori congressuali fondativi del Pdl, sulla partecipazione e sulla meritocrazia. Per questo invitiamo chi di dovere ad ufficializzare al più presto il nome del candidato alla carica di presidente del Pdl, con l’auspicio che lo farà tenendo in debito conto gli uomini e le ragioni della destra salentina, che merita la massima considerazione e il massimo rispetto e che dispone ancora oggi di una base militante eccezionale e di autorevoli e capaci personalità politiche e istituzionali”.

Detto, fatto: la voce insistente è quello secondo la quale lo stesso ministro Fitto avrebbe chiesto al suo fedelissimo, Luigi Lazzari, di tenersi pronto a scendere in campo nel caso l’accordo con Ria dovesse saltare, anche se quest’ultimo sembra intenzionato, come Lisi, a smarcarsi da ogni candidatura alla provincia. Intanto sono ufficiali i nomi dei nuovi coordinatori del Pdl salentino: Cosimo Gallo, con vice, Saverio Congedo. Anche su questa scelta, però, settori del Pdl sarebbero rimasti delusi, non tanto per le persone in sé, quanto piuttosto perché avrebbe fortemente voluto una figura, libera da impegni istituzionali, che potesse maggiormente farsi sentire sul territorio e lavorare all’unificazione del partito. Disagio latente, che starebbe facendo storcere il naso a chi, come peraltro già successo col Pd, ritiene necessario che il rinnovamento tanto promosso a parole dovesse praticarsi già attraverso semplici scelte di territorio.

da www.corrieresalentino.it

da www.ilpaesenuovo.it

da www.lecceprima.it

Video da www.salentoweb.tv

da www.iltaccoditalia.info

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