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| Venerdì 22 Maggio 2009 13:49 | |
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“Noi pensiamo che il Governo dovrebbe trovare un luogo per fare una riflessione veramente immediata dopo questo richiamo così forte del presidente Marcegaglia – ha continuato il presidente di Io Sud – Il Sud non può aspettare e non può accontentarsi delle briciole di qualche delibera Cipe né soltanto del ponte di Messina. Il Governo aveva assunto degli impegni ben precisi in campagna elettorale. Impegni che fino ad oggi sono stati continuamente disattesi. Per cui non possiamo assistere impotenti ad un peggioramento della situazione anche perché a nulla varrebbero le capacità individuali, la voglia dell’imprenditoria meridionale di affermarsi, la tanta e forte creatività dei giovani e delle donne, a fronte di un Governo che ha attenzione esclusivamente per il Nord Italia”. “I più importanti passaggi del discorsi della Marcegaglia è come se ricalcassero il manifesto di “Io Sud” – ha sottolineato Adriana Poli Bortone – vuoi per l’intervento sulla soppressione degli enti inutili che doveva essere propedeutico alla legge sul federalismo fiscale, vuoi per il richiamo al sistema bancario ostile alle imprese e alle famiglie, soprattutto nel Mezzogiorno. Perfino il ministro Calderoli parla di riforme che vanno affrontate come un fatto di unità nazionale e noi invece come meridionali abbiamo dovuto subire una riforma fortemente penalizzante quale è quella del federalismo fiscale. Non possiamo tollerare altri interventi governativi ai danni del Sud e saremo al fianco di tutti quei soggetti come Confindustria (anche se ci auguriamo che Confindustria meridionale possa realmente contare all’interno dell’organizzazione) che fanno delle proposte concrete che debbono essere immediatamente tradotte in interventi per evitare ulteriori dannosi ritardi ed evitare anche che alla fine della programmazione comunitaria 2007-2013 il Sud si ritrovi privato delle sue risorse finanziarie, ordinarie e aggiuntive, oltre che privo degli interventi urgentissimi infrastrutturali, assolutamente necessari per il decollo dell’economia meridionale e quindi nazionale”. |