mercoledì 20 maggio 2009

Poteri della giunta e del Presidente: Pellegrino rende pubblica la lunga nota indirizzata al prefetto Tafaro - da www.corrieresalentino.it

Martedì 19 Maggio 2009 19:26

<>, dichiara il presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino. <>. <>, conclude Pellegrino.

Egregio Prefetto,
La ringrazio di avermi inviato l’esposto a firma della delegazione parlamentare del PDL e di avermi chiesto cortesemente notizie in proposito.
Osservo che l’esposto pone, sia pure in maniera in qualche modo confusa, due questioni distinte:
- la prima riguarda l’applicabilità anche a chi scrive e alla Giunta provinciale della limitazione che l’art. 38 c. 5 del T.U.E.L. pone espressamente ai poteri del Consiglio provinciale per il periodo successivo alla pubblicazione del decreto di indizione (e non di iscrizione, come può leggersi nell’esposto dei parlamentari del PDL) dei comizi elettorali;
- la seconda riguarda l’applicazione dell’art. 9 c. 1 Legge n. 28/2000 che dalla medesima data vieta alle “amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.
Ritengo che le due questioni debbano essere logicamente affrontate in ordine inverso rispetto a quello in cui sono indicate nell’esposto, atteso che è necessario prima decidere quali siano le funzioni attualmente affidate a Presidente e Giunta, per poi valutare se dell’assolvimento delle stesse sia stata data comunicazione istituzionale conforme alla regola normativa.
Sul primo profilo l’esposto, pur riconoscendo che la regola dettata dall’art. 38 TUEL riguarda espressamente soltanto il Consiglio provinciale, afferma che un’estensione del principio limitativo a Presidente e Giunta deriverebbe da un apporto consultivo della prima Sezione del C.d.S., di cui però non vengono indicati gli estremi.
Per parte mia osservo che traccia dell’apporto consultivo citato nell’esposto è rintracciabile probabilmente in un parere del Ministero dell’Interno del 26.09.03 (quindi successivo a quello dell’11.05.2000 ancora una volta in forma generica indicato nell’esposto), che per comodità Le allego.
Il citato parere ministeriale concerne i poteri di un Vicesindaco in ipotesi di sospensione del Sindaco ex art. 58 TUEL e contiene, quasi come un obiter, l’affermazione che il comma 5 dell’art. 38 TUEL reca un “principio di massima applicabile, per quanto di ragione, anche alla Giunta ed al Sindaco”.
Parrebbe, quindi, secondo il citato parere ministeriale, che mentre per il Consiglio provinciale si è in presenza di un principio cogente limitativo della competenza, per il vertice di un Ente Locale e per la Giunta si sarebbe in presenza soltanto di un criterio di opportunità da osservarsi in una logica generale – e indubbiamente condivisibile - di self restraint; e ciò anche in considerazione del piano rilievo che limiti alle competenze di organi amministrativi debbano trovare la fonte in previsioni espresse di legge.
Non può sorprendere, quindi, che la stessa sezione I del Consiglio di Stato in un parere 10/03/04 n. 77 (e quindi successivo a quello cui genericamente hanno fatto riferimento gli autori dell’esposto) abbia affermato che “la limitazione contenuta nell’art. 38, comma 5, del D. Lgs. 18/08/2000 n. 267 opera esclusivamente per l’attività del Consiglio, non intaccando le attribuzioni della Giunta, che rimangono invariate fino al rinnovo dell’organo”. Il parere del Consiglio di Stato è anche riportato in forma adesiva in Lombardi, Guida agli Enti Locali 30/10/04 n. 42 pp. 68-69, con il rilievo che l’inestensibilità alla Giunta della limitazione dei poteri prevista per il Consiglio dall’art. 38 c. 5 cit. si giustifica “probabilmente per il diverso ruolo precipuamente operativo che compete a tale organo ……….. che sino al proprio rinnovo conserva intatte le proprie attribuzioni.”
Di quanto precede ho trovato conferma, quanto ai poteri della Giunta, anche nella giurisprudenza della Corte dei conti (reg. Molise, sez. contr., 12 maggio 1995, nn. 152 e 145), che solo dopo la scadenza del Consiglio regionale ha ritenuto che la Giunta conosca “un affievolimento dei propri poteri che si riducono al mero disbrigo degli affari correnti dell’ordinaria amministrazione”.
Riterrei quindi certo per diritto vivente che i poteri della Giunta restino intatti, così come quelli del suo Presidente e degli Assessori nei limiti delle deleghe a ciascuno conferite; così come ancor più ovviamente nessuna diminuzione di poteri è prospettabile per l’attività di gestione affidata ai dirigenti. Anche se indubbiamente, come risulta da recente parere del Ministero dell’interno 7/12/06 (che cita anche la sentenza del TAR Puglia n. 382/04) opportuno appare un criterio di self restraint, teso ad escludere che un potere esercitato in prossimità del suo spirare regoli situazioni future, producendo effetti permanenti e/o differiti che vincolino nelle scelte discrezionali il successivo titolare della potestà.
Ciò posto osservo :
- da un lato che l’esposto non indica quali deliberazioni adottate dalla Giunta provinciale dopo la indizione dei comizi elettorali, peraltro tutte assistite da pareri di conformità legale da parte del Segretario generale, abbia regolato situazioni future in modo tale da vincolare impropriamente le scelte discrezionali, che spetteranno alla Giunta, di cui è prossimo l’insediamento;
- dall’altro, per ciò che personalmente mi riguarda, che non ho adottato atti monocratici, lesivi del principio di self restraint, cui ho innanzi fatto riferimento, essendosi trattato o di un decreto contingibile ed urgente nella nota materia dei rifiuti, ovvero di provvedimenti tesi alla rinnovazione totale o parziale di organi amministrativi e di controllo in società partecipate in tutto o in parte dalla Provincia, per i quali il dovere di provvedere mi derivava dal disposto degli artt. 2386 e 2401 c.c..
In tale logica non può certo ritenersi vietato al Presidente o ai membri della Giunta di partecipare ad inaugurazioni, convegni, conferenze e rassegne organizzati dalla Provincia.
In particolare non mi pare possa addebitarsi alla Vicepresidente, che per statuto presiede la Consulta provinciale sull’handicap, di avere accolto la richiesta che le è pervenuta dalle Associazioni rappresentate nella Consulta di invitare tutti i parlamentari della Provincia (e quindi anche la delegazione parlamentare provinciale del PDL) ad un incontro teso a “discutere una proposta di legge finalizzata a sostenere i familiari che si prendono cura in ambiente domestico dei loro congiunti non autosufficienti”.
Pertanto dovendosi escludere che l’attività posta in essere dalla Giunta e dai suoi componenti dopo l’indizione dei comizi elettorali abbia violato un limite di legge o sia stata contraria anche soltanto al principio di self restraint innanzi indicato, mi è agevole osservare come l’esposto non indichi in quali casi di tale legittima attività la Provincia abbia dato una comunicazione, che possa dirsi non oggettiva o impersonale e quindi non aderente all’adempimento del servizio pubblico di informazione svolto dalla Provincia a favore della collettività amministrata.
A questo aggiungo a titolo personale che nella polemica politica che ha accompagnato la iniziativa assunta dalla delegazione parlamentare del PDL con l’esposto a Lei indirizzato, mi è stato addebitato anche di aver tenuto due recenti conferenze stampa nei locali della Provincia.
Le invio, egregio Prefetto, i testi delle mie dichiarazioni alla stampa, per consentirLe di rilevare come con le stesse ho soltanto replicato ad accuse (di indubbia rilevanza penale) che un Ministro della Repubblica ha ritenuto di muovere a dirigenti della Provincia, a me e a miei familiari, partecipando attivamente alla campagna elettorale del dott. Claudio Casciaro candidato a Sindaco di Casarano e del dott. Antonio Gabellone candidato a Presidente della Provincia.
Pretendere che quale Presidente della Provincia mi fosse inibita una risposta adeguata a quelle accuse, mi ha rammentato un personaggio del folclore lombardo, lo schermidore Tecoppa, che rimproverava al suo avversario di muoversi, così impedendogli di colpirlo agevolmente.
Il diritto di replica costituisce, infatti, principio di civiltà giuridica, e trovo singolare che mentre un Ministro della Repubblica e parlamentari salentini partecipano attivamente ad una campagna elettorale così accesa, si pretenda che chi scrive e i membri della Giunta (a differenza dei Consiglieri di minoranza anch’essi impegnati come candidati) debbano ritenersi costretti per legge a condizioni di afasia e/o di inapparenza.
Un ultimo rilievo riguarda la prevista pubblicazione di un bilancio di mandato. Il problema fu già posto al termine della scorsa consiliatura, quando il mio predecessore, dopo la indizione dei comizi elettorali, rese pubblico un bilancio di mandato, la cui redazione era stata affidata ad una Società esterna con una spesa complessiva di € 150.000,00 circa.
Anche allora codesta Prefettura fu investita da un esposto della minoranza consiliare, cui il mio predecessore adeguatamente rispose con lettera 18/05/04 n. 25817 rinvenibile negli archivi del Suo ufficio. La circostanza che nessun addebito sia stato mosso a questa Provincia nell’attuale consiliatura mi ha fatto ritenere che quelle controdeduzioni siano state condivise.
Di ciò ho tenuto conto nell’allegata mia del 17/03/09 (ben anteriore quindi all’indizione dei comizi elettorali), con cui chiesi ai dirigenti di settore dell’Ente la redazione di schede che riassumessero le principali attività svolte da ciascun settore nel corso della presente consiliatura. La redazione delle schede ha avuto tempi più lunghi da quelli da me inizialmente previsti e tuttavia ritengo che la loro prossima pubblicazione non violerà il disposto dell’art. 9 L. 28/2000. Osservo infatti che se la presentazione di indirizzi di mandato costituisce il primo degli adempimenti che la legge impone al Presidente eletto, dar conto a fine mandato di come quegli indirizzi siano stati attuati costituisce per l’eletto l’adempimento di un dovere di informazione, che ha verso il corpo elettorale. Ho peraltro avuto delle finanze dell’Ente una considerazione maggiore di quella che all’epoca ebbe il mio predecessore, poi che per l’iniziativa è prevista la spesa soltanto di € 15.000,00.
Osservo infine che anche la stampa odierna riporta una lettera aperta, con cui i parlamentari autori dell’esposto hanno ritenuto di accompagnare l’esposto medesimo, addebitandomi ancora una volta di essere protagonista di un improprio “assalto alla diligenza”, che mi consentirei solo perché beneficiario di uno “stato di impunità”.
Comprenderà quindi, egregio Prefetto, le ragioni che mi inducono ad esercitare un diritto di replica, che non può essermi negato, mandando all’Ufficio stampa della Provincia di rendere pubblica questa mia, che Le dovevo per un corretto rapporto interistituzionale.
Con i migliori saluti.



(Giovanni Pellegrino)

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