martedì 14 aprile 2009

Il Capo di Leuca da sinistra a destra. Parte 1 ANTONIO MUSIO - da www.ilgallo.it

Intervista a largo raggio all'assessore provinciale Antonio Musio ed a Biagio Ciardo, candidato del PdL alle prossime elezioni provinciali.

Antonio Musio: "Ridiamo dignità alla politica"

Finita l’era di Giovanni Pellegrino, il Partito Democratico è stato il primo ad uscire allo scoperto con un candidato designato (Loredana Capone). Solo all’inizio di aprile si è aggiunta la candidatura di Adriana Poli Bortone, sostenuta da “IoSud” e UdC. E restiamo in attesa che anche il PDL dia indicazioni più chiare, senza comunque nascondere che neanche per i primi due la griglia di partenza possa Antonio Musioritenersi definitiva. Antonio Musio, assessore provinciale uscente del PD, ammonisce: “Stiamo dando uno spettacolo poco edificante, soprattutto alle nuove generazioni che si vorrebbero avvicinare alla politica. C’è una grande confusione, che come classe politica non ci fa certamente onore”. Cosa ne pensa della candidatura della Poli Bortone? “Queste azioni, queste battaglie, si possono fare anche nei partiti tradizionali, senza uscire fuori dai luoghi deputati. E questo vale soprattutto per i parlamentari che hanno strumenti più importanti dei nostri: sono a Roma, possono legiferare, promuovere, creare i presupposti per essere incisivi e tutelare il territorio. Non so che effetto farà, quello che posso dire è che sicuramente non sarà l’antitesi alla Lega Nord. Probabilmente la Senatrice Poli Bortone cerca di emulare questo movimento vent’anni dopo”. Si è anche detto di un possibile affiancamento di “IoSud” e Udc al Partito Democratico: le risulta? “Immagino che nel momento in cui la Senatrice Poli Bortone prenda le distanze dal centrodestra in favore di un Movimento che deve difendere le ragioni del Sud, vedo unità di intenti proprio con il PD. Quindi in un’ipotesi di alleanza ci sarebbero tutti i presupposti per fare un ottimo lavoro”. Ritiene tutt’ora possibile un’alleanza? “Anche da un punto di vista politico e non solo strategico, perché gli obiettivi sono comuni. Ed è quello che abbiamo detto a qualcuno che faceva parte dei vertici provinciali del Pd… (Dario Stefàno, Ndr). Se sono queste le ragioni, perché non portarle avanti da dentro il partito piuttosto che creare ulteriore confusione? Un fronte comune rispetto alle esigenze che muovono la Poli Bortone noi lo possiamo tranquillamente fare”. Intanto nel PDL si continua a fare il nome di Lorenzo Ria come candidato… “Non mi pare che dal diretto interessato siano giunte conferme in merito. Fermo restando, quindi, che stiamo discutendo ipoteticamente, dico che la gente certe azioni finisce col non comprenderle. Così diamo della politica e dei politici l’idea che si possa saltare da una parte all’altra a seconda delle opportunità personali o collettive che siano. Un pochino di coerenza ci vuole. E poi, se si immagina di fare determinate scelte, queste vanno introdotte da un minimo di dibattito o di dialettica. L’amico Lorenzo Ria parlava di metodo per la scelta della candidatura, in particolare per quella di Presidente della Provincia… Dovesse essere vero quel che si dice, è chiaro che c’è qualcosa che non va nella politica di oggi: si ragiona per metodo in un partito, poi si va dall’altra parte dove si è scelti dai vertici come candidato Presidente. Così si smentisce se stessi con un comportamento diverso dal ragionamento e dalle idee professate fino a poco tempo fa. Questo sconcerta gli elettori, soprattutto quelli delle nuove generazioni. Spero sinceramente che al più presto siano ufficializzati i due o tre candidati che siano, e si dia agli elettori un quadro definitivo e chiaro e programmi intelligenti, perché specie in questo momento difficile la gente ha bisogno di risposte anche dalla politica”.
Nel frattempo cresce il tono della voce di chi vorrebbe eliminare le Province, ritenendole inutili. “Si dovrebbe però trovare un’alternativa: un gruppo di Comuni o comunque un’area più vasta di un Comune singolo. Una provincia come la nostra che ha 97 Comuni (arriviamo a 108 centri con le frazioni, Ndr) non è facile da gestire. Mi riesce difficile immaginare che le strade siano gestite dal singolo Comune, così come le questioni legate all’ambiente, alle scuole e tante altre a mio avviso ingestibili dai singoli Comuni. Quindi o si trova un organismo sovracomunale alternativo oppure si lascia tutto com’è”. Lei da Consigliere provinciale ha avuto a lungo la delega al Sud Salento. Cosa manca al Capo di Leuca per non soffrire più di isolamento? “Una volta realizzata la nuova Maglie-Leuca, il Sud Salento avrà tutte le carte in regola per emergere soprattutto da un punto di vista turistico. Non vedo altre grandi emergenze, piuttosto siamo un po’ troppo abituati a piangerci addosso. Invece dovremo essere bravi ad infilarci in una complessità di azioni e di opportunità del governo centrale e di quello regionale. E questo vale per politici, imprenditori e, se vogliamo, anche per gli organi di informazione: ognuno deve fare la sua parte perché gli strumenti ci sono, anche se non tanti. Fondamentalmente il territorio del Capo di Leuca ha delle sue peculiarità e i Comuni più importanti, come Tricase e Casarano, possono essere determinanti per lo sviluppo delle marine. Mi spiego meglio: è inutile parlare ancora di Tricase in corsa per lo sviluppo turistico e quindi delle sue marine con la creazione di alberghi, strutture, ecc.; quello è un treno ormai passato e perso. La città, però, può attrezzarsi per fornire servizi a tutto il territorio e ritornare così al centro, dando ulteriore fiato anche al settore commerciale”. In un momento in cui la crisi economica avvolge tutto come in una giornata di nebbia in Val Padana, si può dare un messaggio di fiducia o quantomeno di speranza? “L’unica cosa che condivido di quel che dice Berlusconi, è che bisogna ritrovare un po’ di fiducia. Chi ha il suo stipendio, che percepisce regolarmente senza alcun pericolo, continui a fare la sua vita, con l’attenzione e la sobrietà che il momento richiede, ma senza farsi prendere dal panico. Continui a fare le sue spese e conduca una vita normale, dando un po’ di serenità anche a chi in questo momento ha bisogno che quel denaro, sicuro ed erogato il 27 di ogni mese, entri in circolo. Se per paura venisse accantonato anche quello, allora sì che rischieremmo il collasso. Mi sento piuttosto di ribadire la mia vicinanza a tutti quei lavoratori del Calzaturificio Adelchi sospesi tra cassa integrazione e licenziamento. Mi auguro sinceramente ci possa essere una rapida soluzione del problema e che si ponga termine a questa emorragia di posti di lavoro che rende tutto più difficile”.

da www.corrieresalentino.it

da www.ilpaesenuovo.it

da www.lecceprima.it

Video da www.salentoweb.tv

da www.iltaccoditalia.info

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