martedì 14 aprile 2009

Il Capo di Leuca da sinistra a destra. Parte 2 BIAGIO CIARDO - da www.ilgallo.it

Biagio Ciardo: "Non solo la Statale 275 per il sud Salento"

Dopo tre mandati consecutivi da consigliere provinciale, Biagio Ciardo a giugno sarà di nuovo in corsa per uno scranno di Palazzo dei Celestini. A dire il vero, all’inizio del battage preelettorale, visto che si pensava che la candidatura alla presidenza toccasse ad AN, si era fatto anche il suo nome per la carica più alta. “Ringrazio chi ha sempre avuto un’attenzione particolare e ha riconosciuto quanto da me fatto sia in Provincia che fuori dall’Ente”, esordisce il candidato del PDL. “Come tutti sanno, sono un uomo del Salento e ancor di più Biagio Ciardoun “uomo del Capo di Leuca”. L’ho sempre puntualizzato anche nel corso dei miei interventi in Consiglio provinciale. Questo, però, se può darmi forza nel Sud Salento, al contempo potrebbe penalizzarmi agli occhi dei salentini del nord. E alla base delle valutazioni per la scelta del candidato Presidente, tutto ciò ha avuto il suo peso. Riconosco, comunque, i miei limiti e confermo: chi mi vuole, sa di scegliere un uomo che lotterà per il bene del Capo di Leuca”. Lei era tra i costituenti al recente Congresso del PDL che ha di fatto sancito la confluenza di AN e Forza Italia in un unico movimento. Come vede tutte queste trasformazioni? “E’ l’evoluzione naturale di una destra democratica, europea e giovane. La destra italiana nata nel 1948 (stesso anno di nascita di Ciardo…, Ndr) si è evoluta nel corso del tempo. Aveva le sue radici in un dopoguerra di sangue, figlia della guerra civile un po’ come tutti i partiti nati in quel periodo. Poi si è evoluta pian piano, passando anche per la discriminazione con gli anni tremendi a cavallo tra il 1970 e il 1980 nel corso dei quali era una destra isolata, ghettizzata, additata. Si inventarono persino il cosiddetto “Arco Costituzionale” e solo il coraggio di Bettino Craxi, e lo dico con cognizione di causa, ci ridiede legittimità dichiarando “da questo momento tutti i partiti che siedono in Parlamento hanno legittimazione democratica”. Quindi una storia travagliata fino alle “acque di Fiuggi” quando, per citare Gianfranco Fini, abbiamo abbandonato la casa del padre sapendo di non farne più ritorno. E così è stato: intraprendemmo un cammino nuovo, diverso e che per l’evoluzione degli eventi non poteva avere altro sbocco se non quello del PDL”. A chi vi accusa di essere stati fagocitati da Forza Italia cosa risponde? “Ognuno di noi porta con sé uno zainetto. In quello degli uomini e delle donne di destra c’è l’idea di Patria, Nazione, famiglia, sacralità della vita, lealtà, merito, competenza, ecc. Questi valori fanno parte e faranno parte del nostro bagaglio. Forza Italia porta i suoi valori, che in molti casi sono gli stessi, a volte simili e a volte discostanti solo per sfumature. Sono due fiumi che confluiscono nello stesso mare, dove non c’è più differenza tra l’acqua proveniente da un fiume o dall’altro”. A proposito di trasformazioni politiche cosa pensa di quanto sta facendo Adriana Poli Bortone con “IoSud”? “Con Adriana (la chiama proprio per nome, Ndr) ho condiviso oltre 35 anni nella destra italiana. Abbiamo collaborato e molto spesso l’ho anche sostenuta nelle sue battaglie. Abbiamo in comune anche l’amore per il Sud, per la nostra terra. A me fa immensamente piacere che Adriana continui a sposare le battaglie del Sud perché da uomo del Capo di Leuca, figlio del Sud del Sud, non posso che avere lo stesso obiettivo. Finché queste battaglie sono condotte nel recinto del centrodestra, sono con lei. Credo però che Adriana stia sbagliando, anche se mi auguro ancora possa fare un passo indietro, nello spostare queste battaglie fuori dal centrodestra affiancandosi a partiti che in origine abbiamo combattuto insieme, rischiando di mischiarsi, borderline, persino col PD. E a questo punto non la capisco più”. PD e l’accoppiata IoSud-UDC hanno il candidato, voi ancora no. E a proposito di trasformazioni, tra i candidati presidente per il PDL è spuntato forte il nome di Lorenzo Ria, già presidente della Provincia con il centrosinistra. E che, per 10 anni, proprio lei ha fortemente combattuto dai banchi dell’opposizione. “Siamo stati avversari sinceri e leali ed ho sempre sostenuto che in termini di qualità politiche ed amministrative Ria era e rimane di ottimo livello. Certo, non condividevo nulla o quasi di ciò che ha realizzato perché poggiato su un programma diverso da quello del centrodestra. Il tempo passa, gli uomini possono anche ravvedersi… il nostro candidato sarà probabilmente proprio lui. Ben venga se, entrando in casa nostra, accetterà le nostre posizioni, i nostri valori e i nostri programmi, che sono gli stessi di ieri, di oggi e di domani. E comunque, proprio in virtù di un panorama politico che muta continuamente, credo che la gente non guarderà tanto se Biagio Ciardo sia sotto un simbolo piuttosto che un altro, ma valuterà le sue capacità e le sue credenziali per quanto ha fatto in passato. Bisogna premiare le persone che hanno capacità e voglia di fare per il Capo di Leuca”. All’uomo del Capo di Leuca, contraddistintosi soprattutto nella battaglia per la Maglie-Leuca (battaglia vinta, visto che siamo agli atti conclusivi e prima del prossimo autunno dovrebbero partire i lavori) chiediamo invece di cosa ha ancora bisogno il tacco dello Stivale per uscire dal suo antico isolamento. “Di molte cose. Oltre che delle strutture ed infrastrutture materiali, anche di quelle immateriali. Basti pensare come in parecchie zone non ci sia ancora la possibilità di avere l’ADSL per Internet. Siamo arretrati anche da questo punto di vista. Quando riusciremo sotto tutti i punti di vista a mettere al passo il Capo di Leuca con il nord leccese ed il resto d’Italia, portando sullo stesso nastro di partenza i nostri imprenditori, le nostre capacità, allora potremo realmente misurarci con tutti. Non possiamo certo gareggiare con il resto del mondo partendo chilometri indietro…”. Sono punti previsti dal programma del centrodestra per la Provincia? “Il programma non è stato ancora completato, ma stiano certi gli amici del Capo di Leuca che farò di tutto perché questi siano punti fermi del nostro eventuale mandato”. Cosa risponde a chi ritiene le Province superflue e ne ha chiesto l’abolizione? “Chi dice questo non conosce le cose. Potrebbe avere un senso ridurre i costi nelle aree metropolitane, dove esistono una grande città e poche, piccole, realtà satellite; ma ciò non vale per le cosiddette province dai 100 campanili come la nostra. La Provincia coordina i tanti Comuni e funge da tramite con Regione e Governo centrale. E, in particolare per la realtà pugliese, la nostra Provincia ha la funzione di ridurre al minimo l’egemonia barese persistente in tutti i campi. Se proprio si vuole risparmiare, si elimini quella serie di Unioni dei Comuni, Ato, Società Miste, ecc., che stanno tra Comuni e Provincia e delle quali probabilmente si potrebbe fare a meno”. Torniamo al Congresso del PDL: è venuto fuori un messaggio di fiducia per questa persistente crisi economica globale. “E’ venuta fuori una grande consapevolezza che stiamo vivendo un momento difficile per la gravissima crisi economica che ha colpito tutto il mondo. La cura prescritta dal nostro governo sembra efficace anche perché, grazie a Dio, la nostra struttura bancaria, il nostro mondo imprenditoriale piccolo e medio e le nostre qualità, sono solide. Quindi subiamo la crisi, ma credo che ne usciremo prima e meglio degli altri

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